L’occidente è andato a disturbare equilibri radicati in culture giunte a noi per opera di millenni, nell’illusione che sommosse tribali che si sono manifestate contro tirannie secolari fossero sintomo di una rinascita democratica, il risveglio da un torpore: primavere arabe. Continua a leggere
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“Guerra totale all’Isis” è il nuovo grido di battaglia consolatorio dopo l’11 settembre di Parigi. Quale che sia il livello d’intervento che si deciderà prossimamente di attuare in Medio Oriente, quello che ormai appare a tutti è l’asimmetria di questa guerra. Non si tratta di un esercito regolare che si contrappone ad un altro esercito regolare come avvenuto in Iraq o a dei guerriglieri come avvenuto in Vietnam. Nè si tratta di un comune campo di battaglia: dai vasti territori desertici del Medio Oriente e Nord Africa alle popolate città metropolitane europee. Il fatto è che si è realizzata da tempo una radicale trasformazione nella concezione stessa delle armi in uso nella nuova guerra in atto.
La Pubblica Amministrazione, ma l’argomento vale per qualsiasi amministrazione, non è solo costituita dagli adempimenti cui è preposta bensì dal personale che ne fa parte. Il suo buon funzionamento dipende oltre che dall’organizzazione tecnica dalla mentalità acquisita da tutti i suoi operatori, dai dirigenti fino all’ultimo usciere. 
Il sistema della collusione all’interno delle amministrazioni pubbliche funziona così: ognuno secondo la sua omertà, a ognuno secondo i suoi favori. Quando un’amministrazione è marcia perché esiste al suo interno un sistema consolidato di malaffare (tangenti, raccomandazioni, scambi di favori e altro) è necessario che 














