
La scuola di Atene

La scuola di Atene
Gli atteggiamenti dello spirito sono responsabili della nostra esistenza, sia individuale sia sociale. L’attenzione che riponiamo nell’altro determina tutti i rapporti e condiziona la nostra anima. Da una parte l’esortazione greca alla sapienza del conosci te stesso, dall’altra la massima latina nessuno accusa se stesso. L’apparente conflitto dipende dal fatto che appartiene allo spirito una proprietà innata che spinge all’autodifesa. Continua a leggere
L’Europa ha conosciuto nel secolo scorso regimi del terrore. Nel primo secolo del nuovo millennio stiamo forse entrando in un’epoca di regime del terrorismo? Continua a leggere
Sotto un profilo di ragionevolezza l’establishment vuole fare intendere ancora una volta che l’economia ha un valore oggettivo indipendente da qualsiasi posizione ideologica, ovvero che per risanare l’economia bisogna sottoporsi a sacrifici in un regime di austerità; Continua a leggere
Ascoltati i commenti al voto dei vari “politologi” nei salotti televisivi, mi rendo conto di quanto le analisi esposte siano ancora prigioniere di uno stesso modo di pensare. A parere degli opinionisti pare che il successo del M5S sia dovuto alla forma più che di contenuti. La domanda da parte di tutti costoro, è: in che cosa si è sbagliato? Continua a leggere
Il risultato più significativo delle elezioni comunali del 2016 è che solo il 50% degli italiani ha votato i sindaci, che sono stati eletti ai ballottaggi con in media il 28% dei loro voti. Continua a leggere
“E’ anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. E’ una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale” (Hannah Arendt). Continua a leggere
Gli esiti elettorali mostrano che i partiti sono ormai ridotti ad un brand ideologico utilizzato al solo fine di familiarizzare gli elettori: votare a sinistra o a destra oggi non significa più essere di sinistra o di destra. Continua a leggere
Come suggerisce il proverbio oggi posso commentare la liturgia commemorativa sulla festa del 70° della Repubblica Italiana senza apparire politicamente scorretto. Mi rendo conto di rischiare comunque di essere sgradevole, come appunto accade a chi rovina una festa, per il fatto di intervenire contro la Continua a leggere
Più si avvicinano le urne e più i candidati sindaci di Milano Giuseppe Sala e Stefano Parisi, manager a confronto uno per il centrosinistra l’altro per il centrodestra, si sforzano di mostrare la loro differenza a chi li considera come fotocopie, ma qual è l’originale? Continua a leggere
Nel linguaggio del corpo la posizione con le braccia conserte esprime un atteggiamento negativo o difensivo, una barriera tra se stessi e il nostro interlocutore che noi tutti percepiamo con un senso di disagio. Eppure, come si Continua a leggere
Mi avvalgo in primis di una definizione del garantismo tratta dal dizionario Treccani: Dottrina politica e correlativo movimento d’opinione che si sono sviluppati nel corso dell’Ottocento liberale in favore del necessario rispetto dei diritti individuali e delle garanzie costituzionali poste a loro tutela contro le interferenze e gli eccessi dei pubblici poteri. Il termine garantismo non ha una designazione univoca. Continua a leggere
Di chi sono questi soldi?. Con quantitative easing (allentamento quantitativo) si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta da parte di una banca centrale e la sua iniezione nel sistema finanziario ed economico. La nuova moneta creata dal nulla dalla BCE (banca centrale europea) è offerta a debito (interesse dello 0,25%) non agli Stati membri ma a tutte le banche della comunità con l’impegno da parte di quest’ultime ad acquistare titoli di Stato, aiutare le imprese e le famiglie. Pio proponimento. Continua a leggere
Il Papa della Chiesa Cattolica parla per il bene dell’umanità e in particolare per gli umili e gli oppressi. Tuttavia per la politica di Papa Francesco non basta il successo popolare, al gesuita s’impone di seguire il ministero della “cura delle anime”: occorre che ci si educhi e ci si convinca. Alle esternazioni del Pontefice segue dunque la letteratura di appoggio dei suoi esegeti, per esempio la recente opera di Adriano Prosperi “La vocazione. Storie di gesuiti tra Cinquecento e Seicento” . Il saggio si pone come fine quello di sfatare alcuni luoghi comuni sull’ordine dei gesuiti rivalutandone la storia e la capacità di dialogo piuttosto che l’azione di proselitismo. Continua a leggere
Quando in televisione si parla degli attentati terroristici compiuti dall’Is in Europa, nel tentativo di comprenderli per poterli debellare, incredibilmente sento citare le Brigate Rosse come termine di paragone. Al di là della sua condanna politica, così come di ogni tipologia di terrorismo, tuttavia bisogna ricordare che Continua a leggere
Se il terrorismo non va confuso con la crisi migratoria, è altrettanto vero che la pulsione xenofoba strisciante in Europa non è razzista e non va confusa con la crisi della democrazia. I contriti democratici dovrebbero piuttosto considerare l’ondata xenofoba anch’essa come un’espressione della volontà popolare a cui amano richiamarsi. Continua a leggere
Un luogo comune vuole che la tecnologia abbia cambiato il nostro modo di lavorare e di vivere. È una evidenza che nasconde però ben altra verità. Una verità che si manifesta oggi anche attraverso il nuovo linguaggio del luogo comune, quello della pubblicità. Continua a leggere
Le persone più pericolose, politici, giornalisti o altri, sono coloro che a priori sono contrari a ogni dietrologia. Questo luogo comune entrato a far parte della chiacchiera tende a impedire di fatto ogni analisi critica. Continua a leggere
La vignetta di Massimo Bucchi accompagnata dalla battuta “per una giustizia rapida e più efficiente aboliremo quanti più reati possibili” fa sorridere amaramente perché afferma una verità indicibile. Non solo una verità sullo stato della giustizia nel nostro paese e sulla politica che l’amministra, ma una verità Continua a leggere
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