Il ‘68

“Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus “,  la rosa primigenia esiste solo nel nome, del passato possediamo soltanto nudi nomi. Che ne è stato del passato, della vicenda umana, di ogni singola esistenza? di tutto l’amore come del dolore? delle passioni come dei sentimenti di tutta l’eternità delle genti che ci hanno preceduto e che come noi hanno vissuto?  Senza nome il passato è nudo, ma potrà mai essere di conforto un nudo nome? Che ne è stato del profumo? Dell’odore della rosa? E di quello del sangue? E’ un’esperienza vissuta, non la memoria, né riflessione, né un nome che ci fa cogliere l’essenza della realtà”.

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