Garantismo

UnknownMi avvalgo in primis di una definizione del garantismo tratta dal dizionario Treccani:  Dottrina politica e correlativo movimento d’opinione che si sono sviluppati nel corso dell’Ottocento liberale in favore del necessario rispetto dei diritti individuali e delle garanzie costituzionali poste a loro tutela contro le interferenze e gli eccessi dei pubblici poteri. Il termine garantismo non ha una designazione univoca.

La  costituzione a questo proposito recita che un imputato deve essere ritenuto innocente fino a sentenza definitiva. In verità al di là dalle forme giuridiche con cui si interviene per tutelare l’individuo, da un punto di vista morale il punto nodale è sapere se l’imputato ha commesso o non ha commesso “il fatto”. Ci sono innegabilmente casi in cui non ci sono dubbi sull’autore e si aspetta la sentenza solo per conoscere l’entità della condanna. Un terrorista che è arrestato per aver compiuto una strage rimanda a una pura formalità la sua presunzione di innocenza, così come chiunque venga colto in flagranza di reato. Altri per cui bisogna effettivamente attendere la sentenza, non per conoscere l’entità della condanna ma per testimoniare l’innocenza o la colpevolezza.

Quando si ha certezza del “fatto” e dell’autore, è quindi possibile il giudizio senza aspettare la sentenza. Il giudizio di merito non ha natura giuridica ma esclusivamente morale sia per quanto riguarda questioni civili, politiche, che penali. Il giudizio alla presenza di “fatti certi”, comunque rilevati e rilevanti, non solo può ma deve essere espresso quando riveste rilevanza politica o sociale. I media hanno il dovere di pubblicare immediatamente ogni notizia certa in modo assolutamente indipendente dal corso del processo legale. 

Quando si assume una carica pubblica, bisogna rivestire la dignità che la carica comporta nel pubblico come nel privato. Il che non significa rinunciare alla vita privata ma portare la dignità nel privato anziché, come spesso accade, portare la volgarità nel pubblico. L’opinione pubblica deve essere portata a conoscenza dei “fatti” che determinano la statura morale di chi occupa ruoli istituzionali in modo indipendente dal giudizio legale. 

La confusione tra la persona e il ruolo fa spesso credere di essere per antonomasia il ruolo di cui si è investiti, esiste da parte di tutti una confusione tra il trono e chi lo occupa. Alla domanda: “Chi è il Presidente del Consiglio” si dovrebbe rispondere “è uno degli organi monocratici che compongono il governo”. Per questo, dicono i maligni, educazione civica non viene più insegnata. Rimane dunque chiaro che atteggiamenti garantisti o giustizialisti testimoniano solo schieramenti a priori di gente ignorante, ipocrita e immatura. Solo la cultura ci salverà.

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