C’era una volta una grave crisi economica …

Cose che sanno anche i bambini. C’era una volta …

… una grave crisi economica che rischiava di far perdere il futuro a tutta l’umanità Socrate decise di recarsi dal governatore della BME.  Il Governatore quando gli fu annunciata la sua visita si mostrò un po’ contrariato: “Che ci fa qui questo seccatore -pensò- che c’entro io con la filosofia?”. Tuttavia si trattava pur di Socrate e non riceverlo non sarebbe stato gradito ai Mercati. Tant’è.

socrate S- Caro Governatore, mi scuso per apparire inopportuno, chissà quante cose hai da fare, ma prometto che non ti ruberò molto tempo. Sono qui per farti semplici domande e poiché come sai io mi occupo di filosofia e sono digiuno di economia ti prego di avere pazienza e risolvermi alcuni semplici quesiti.

G- Dì pure Socrate ti ascolto.

S- Tutto, se ho ben inteso, dipende dalla produzione mondiale, se la produzione aumenta tutti stanno meglio se diminuisce peggio.

G- magari fosse così semplice Socrate. Bisogna considerare la popolazione, il territorio, le risorse, la finanza …

S- Fermati G. te ne prego, forse mi sono espresso male, la mia domanda era semplice e pretende una semplice risposta,  a tutte le cose che tu stai dicendo arriveremo un passo per volta. La mia testa è debole, non avvezza alla materia come la tua e se tu introduci troppe cose va in confusione. Riformulerò la domanda in modo che tu non abbia a rispondere che con un no o con un sì o se vuoi con un non so. In nome di Giove, la produzione mondiale deve aumentare o no?

G – Non saprei Socrate non mi sono mai posto questa domanda. Del resto io sono una figura che ancora non esiste.

S- Fai finta di esistere e rispondi.

G- Direi che deve aumentare.

S- Sei matto G. ma non pensi che aumentando la produzione le risorse di questo pianeta presto si esauriranno e che danneggerai così facendo non solo l’umanità ma l’intero pianeta che ci ospita?

G- Hai ragione Socrate a questo non avevo ancora pensato. Ma del resto noi viviamo qui ed ora e se la produzione non aumenta come sosterremo l’economia?

S- Qui sta il punto G. Che è questa economia?

G- Ma lo sanno tutti Socrate, è il mezzo per sfamare miliardi  e miliardi di persone, che permette la sopravvivenza dell’umanità, è il cuore, il motore, ne va della nostra stessa esistenza.

S- Se permetti una piccola obbiezione non è solo il mezzo per sfamare ma anche quello per arricchire, arricchire pochi nei confronti dei molti, ma di questo ti chiederò in seguito. Ora vorrei farti un’altra domanda. La ricchezza è in proporzione al numero delle persone o no?

G- Ovviamente Socrate ma capisco dove vuoi arrivare e ti precedo. Il numero non è controllabile.

S- Non è questo che intendevo, intendevo solo dire chiederti se pensi che le risorse siano in funzione del numero.

G- Che domanda mi fai questo è ovvio.

S- Non parrà ragionevole quindi porre come obbiettivi arrestare la produzione e la crescita economica così come il numero delle nascite?

G- Si, ma come? questo è impossibile e fuori controllo.

S- Se permetti sul come parleremo in seguito per ora è sufficiente che concordiamo che questi sono gli obiettivi da raggiungere. Per utopici che siano o possano sembrare indicano pur una direzione, una direzione verso cui muoverci e muovere l’economia. Ne convieni?

G- Senz’altro.

S – Quindi potremo definire buona ogni iniziativa che va verso questa direzione e cattiva ogni iniziativa che ce ne allontana sei d’accordo?

G. Si Socrate. Ma dove vuoi arrivare?

S- Concludendo se la produzione non deve complessivamente aumentare perché si chiede ad ogni singolo stato di aumentare la crescita economica? Queste indicazioni vanno verso i nostri obiettivi o nella direzione contraria?

G. Nella direzione contraria ovviamente. Del resto …

S- Capisco che cosa mi vuoi dire G. del resto per ora dobbiamo risolvere la crisi e senza aumentare la crescita non sappiamo come uscirne. Del resto G. anche se riuscissimo a uscirne aumentando la crescita finiremmo col bruciare tutte le risorse e distruggere il pianeta. Capisco i tuoi dubbi e anche il tuo imbarazzo. Io stesso se pensassi anziché alla filosofia all’economia non saprei cosa fare. Ma io come sai mi intendo un po’ di filosofia e magari con la filosofia ti posso un po’ aiutare?

G- Che dici Socrate che cosa centra l’economia con la filosofia, in questo momento poi, un momento di crisi mondiale in cui tutti dobbiamo venirne fuori risolvendo problemi economici tu te ne vieni fuori con la tua filosofia? (Mancava poco lo  cacciasse in malo modo)

S- Non ti adirare G. Se avrai pazienza ti dimostrerò che la filosofia è cosa per cui le cose sono e anche l’economia è?

G. Ti ascolto, ma ho poco tempo.

S. Non ti preoccupare non ci vorrà molto. Tu come Governatore della BME devi pensare per il bene del pianeta o per il bene di ogni singolo stato?

G- Non mi fare domande sciocche.

S- Scusami, ma se ovviamente dovrai pensare al bene di tutti dovrai ammettere due cose, una che pensi al bene, e due che pensi al bene di tutti ovvero non più a quello dell’uno che a quello di una altro e questa è la giustizia e che pensare al bene dell’uno piuttosto che al bene dell’altro è disonesto e questa è la disonestà.
Che dovrei pensare di te se per un tuo personale tornaconto favorissi uno stato piuttosto che un altro?

G- Che sono un disonesto. Queste sono banalità che si direbbero a un bambino.

S- Non ne sarei così sicuro. Ma dato che a te sembrano banalità sappi che queste banalità sono all’interno della morale della giustizia e non dell’economia, fanno parte cioè della filosofia.
Di queste banalità e di questo bambino tutti sembrerebbero essersene dimenticati. Ora ti faccio un’altra domanda. Se come riconosci queste banalità sono guida di tutta l’economia , tu ritieni che l’economia debba seguire giustizia e morale o che giustizia e morale debbano seguire l’economia?

G- Socrate io ho altro a cui pensare che alla tua filosofia.

S- Capisco bene G. quando si centra il problema e il problema è sempre la distribuzione, tu fuggi e chiami in dispregio giustizia, morale e filosofia. Ben sapendo che la soluzione di tutti i problemi è semplicissima e sempre la stessa togliere ai ricchi per dare ai poveri affinché tutti gli uomini siano uguali in ricchezza e dignità. In questa direzione tu non vorrai mai marciare e riempirai la testa di società di Rate, di Spread, di disavanzo pubblico, di debito pubblico, produzione, ricchezza, mercati, borsa, cloud e quant’altro. Intendiamoci G, tutte cose reali ma verso le quali tu hai un’unica posizione non perdere il tuo e non farlo perdere alla gente come te.

G- Stupido utopista pensi che espropriando i ricchi di tutta la loro ricchezza risolverai la crisi?

S- Si lo penso, penso che quella sia la direzione e che ogni iniziativa che vada in quella direzione sia buona mentre le altre che conservano ai ricchi la loro ricchezza siano cattive …

… Socrate fu messo alla porta.  Il Governatore era di malumore. Un pedante filosofo gli aveva guastata la giornata con la sua filosofia. Era ora di tornare a pensare alle cose serie: finanziare le banche o lasciare che qualcuna fallisse?…Ma sono tutte  collegate … rischio l’effetto domino …  Intanto una folla si era radunata in attesa di Socrate e Socrate come promesso riferì il colloquio. Si levarono applausi. E come al solito Socrate concluse: “Non è me che dovete applaudire ma la verità”. Sospirò e aggiunse: “Ma anche voi non abbiate in amore il consumo amate la povertà, cercate la gente e non la merce”.

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