Laicità come indicatore di civiltà
In Germania chi non appartiene ad alcuna confessione religiosa rilascia una dichiarazione scritta all’Ufficio imposte che provvede ad esonerarlo dal versare le tasse ecclesiastiche, pari all’8% in più delle imposte dovute allo Stato, essendo quindi escluso dai servizi religiosi. Questo consente di rilevare statisticamente Berlino come la metropoli con più abitanti atei o agnostici del mondo: circa il 60%, a fronte del 22,3% di evangelici, 9,15 di cattolici, 2,7% di altri cristiani, 6,2% di mussulmani, 0,4% di ebrei e 0,2% di buddisti. Ebbene a Berlino, vicino ad Alexander Platz, a Petriplatz su un’area dove sorgeva la chiesa del ‘600 di S. Pietro, col campanile più alto della città ridotta in rovina durante la guerra ed abbattuta nel 1964 dalla DDR, sorgerà una nuova chiesa unica al mondo dedicata alle tre religioni cristiana, mussulmana ed ebraica. Si tratta in realtà di un luogo di preghiera e di studio aperto, senza simboli religiosi, offerta anche a tutti coloro che non appartengono a una religione.

In definitiva quindi qualsiasi interferenza prima che il discorso sia concluso costituisce errore. Anche se il discorso è prolisso o ci pare fuori tema deve essere comunque permesso all’interlocutore di concludere salvo a rilevare alla fine e solo alla fine l’errore ed educatamente anche la prolissità.