La post tecnologia

Mentre la Fisica, la scienza dalla Natura, impone con la relatività generale e la meccanica quantistica un nuovo modo di pensare la Natura e quindi sé stessi, l’ideologia contemporanea regredisce al livello di semplice Cinematica. Se, infatti, agli inizi del XX secolo il movimento culturale italiano del Futurismo poneva la “velocità” a simbolo di progresso, in questi anni una emergente corrente di pensiero americana si fa largo sostenendo l’”accelerazione” come fattore di sviluppo di ogni tecnologia, in particolare della superintelligenza artificiale (al momento fantascientifica). Si chiama Accelerazionismo efficace (e/acc) «secondo cui non esistono problemi materiali – compresi quelli generati dalla tecnologia – che non possano essere risolti tramite “più tecnologia”. Lo sviluppo, in questa visione, non va semplicemente incoraggiato: deve essere accelerato a tutti i costi, perché soltanto la “spirale ascendente del tecno-capitalismo” può garantire all’umanità un futuro utopico».
E per coloro che ancora nutrono dubbi sulla relazione profonda tra capitalismo e tecnologia, su cui da tre secoli, almeno, è fondato il nostro modo di pensare e agire, la risposta è «i limiti imposti dalla politica, dalla morale e dalla natura siano ostacoli da abbattere, nell’ottica di un’evoluzione che abbracci completamente il potere delle macchine, dell’automazione, dell’intelligenza artificiale e del cosiddetto tecno-capitalismo». Siamo difronte alla realtà di uno sviluppo tecnologico che «dev’essere guidato dalle sole logiche della velocità, della legge della giungla capitalista e del transumanesimo, che accoglierà i vincitori e spazzerà via i perdenti.»
Nel Manifesto dei pittori futuristi del febbraio 1910, firmato dai maggiori pittori italiani, v’era scritto: «Compagni! Noi vi dichiariamo che il trionfante progresso delle scienze ha determinato nell’umanità mutamenti tanto profondi, da scavare un abisso fra i docili schiavi del passato e noi liberi, noi sicuri della radiosa magnificenza del futuro…».
In queste parole che potrebbero essere sottoscritte dai nuovi ideologi tecno-capitalisti vanno riconosciuti, a mio parere, i rischi reali delle guerre prossime venture.