Ho seguito lunedì 14/11 la risposta delle Borse alla nomina di Monti: all’apertura un rialzo che è arrivato a toccare il 2%, poi la probabile notizia di un emerito esponete europeo che afferma che non è il cambiamento di un governo che potrà rimediare alla crisi e il mercato chiude a meno 2.
Dice Feltri “La borsa è nevrile (eccitabile) come un cavallo, basta un fruscio di foglie per provocare delle reazioni”. Nessuno lo contraddice. Su questo tutti concordano. A questo sono affidate le sorti dell’umanità, questo il mercato e le sue leggi.
Siamo un corpo acefalo governato dal panico. Gli umori del mercato guidano la politica. Chi più può influenzare il mercato più ha potere, più dei poteri nazionali, al di sopra della loro sovranità, potere per minacciare le democrazie e per impoverire intere nazioni.
È intollerabile! Occorre assolutamente reagire! In momenti di crisi occorre solidarietà. L’unica chance è l’istituzione prima possibile di un Governo Centrale Europeo che prenda le briglie del mercato. O così o il tunnel non vedrà la luce.
Mario Monti è la pillola amara che dovremo ingoiare per far passare la febbre. È una persona per bene e questo ci conforta.
Rimane, per sua stessa ammissione, che deve essere la politica a governare l’economia e non l’economia la politica.
Si ritiene quindi che il suo mandato alla carica di Presidente del Consiglio sia a termine. Il fatto è che Monti è ora l’uomo giusto per risanare i conti pubblici e salvare l’Italia. La risposta dei mercati è decisamente positiva e in questo senso.
Non credo però, questione diversa, che Monti sia l’uomo giusto per salvare gli italiani. Il liberismo ha mostrato i suoi limiti e un nuovo Patto sociale si rende necessario per una nuova ridistribuzione della ricchezza che l’attuale sistema ha esasperato oltre ogni limite.
Una dominanza della politica sull’economia e dell’economia sulla finanza sono le condizioni necessarie per un nuovo assetto mondiale. Un riassetto mondiale dovrà necessariamente riconsiderare non solo le problematiche economiche ma soprattutto le problematiche sociali, un nuovo patto per la coesistenza.
A questo fine propongo alcune considerazioni di base per la formazione di una Carta Costituzionale valida per tutti gli Stati, che reciti:
-La cultura del popolo è fondamento per ogni democrazia. Prioritario dovere politico dei governi e di far crescere in civiltà la nazione.
-La civiltà di una nazione si misura dall’amore per il prossimo: dal rispetto dei cittadini nello Stato di diritto e dal rispetto degli uni nei confronti degli altri.
-A questo fine tutti i governi si devono impegnare affinché in ogni ambito educativo vi sia il massimo sforzo per migliorare lo spirito di ciascuno. Il fine è raggiungere lo status di cives, la piena coscienza politica del sociale.