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La società incivile.

480943_326596260773350_381819418_nUn italiano su due d’accordo con Berlusconi su Mussolini.  In un sondaggio realizzato dall’istituto SWG  alla domanda ‘il fascismo ha avuto ombre ma anche luci: e’ d’accordo?’  il 47% degli intervistati ha risposto di sì. “E’ un dato costante da oltre 15 anni”, commenta Roberto Weber Presidente dell’istituto. Quasi un italiano su due non contesta le dichiarazioni che Silvio Berlusconi ha fatto su Benito Mussolini nel giorno della memoria: questo episodio non dovrebbe dunque danneggiare il Pdl in campagna elettorale.

Dunque Berlusconi, nel suo ventennio dalla scesa in campo nella politica, non soltanto ha sdoganato i nostalgici del fascismo portandoli al governo, ma soprattutto ha liberato le coscienze di una gran parte degli italiani dando voce e legittimità ai sordidi pensieri delle loro pance. In un mese Berlusconi è riuscito a raggiungere quella massa di delusi dalla destra (tasse aumentate) confluiti nel 40%  degli astensionisti e riconquistare la loro fiducia per la medesima destra (restituzione IMU pagata?), erodendo il vantaggio faticosamente acquisito dal PD in un anno di sofferto appoggio al governo tecnico di Monti, fino a minacciare la vittoria stessa del centro-sinistra, non solo al Senato. Onore al merito? Macchè, si tratta ancora una vota della forza che si afferma grazie alla debolezza degli avversari! Il Pdl sono io. Questo ci dice Berlusconi sconfessando senza rimedio ogni velleitaria ambizione di eredità politica da parte di inconsistenti figure di nani e ballerine che bivaccano alla sua corte.

Personalmente oscillo, in una sorta di sindrome psico-politica bipolare, tra il pessimismo della realtà e l’ottimismo della ragione, ma oggi temo meno l’affermazione elettorale monca del centro-sinistra e più l’ingovernabilità che ne potrà derivare e che rischia di portarci ad un nuovo e forse irrimediabile discredito internazionale. Prepariamoci a nuove elezioni per il 2014.

Nel frattempo constatiamo una volta ancora il degrado culturale in cui versa il nostro Paese, dove l’acquisto di un calciatore da parte della squadra di Berlusconi porta più voti di quanti ne toglie l’esternazione della mentalità del suo Presidente. E’ davvero difficile, forse ormai anche inutile, stabilire se sia più grave l’esito del sondaggio o l’osservazione finale sui suoi effetti nella campagna elettorale del Pdl.  Per quelli che bisogna essere ‘realisti e concreti’, quelli che sono ‘uomini del fare’, quelli del ‘voto utile’ (a che?) … suffragia non olent.

 Tutto ciò mi conferma che la ricerca della verità e dell’etica appartiene a quegli spiriti che sanno elevarsi dalle condizioni reali e non è soggetta a opinione. L’eccellenza non può essere democraticamente stabilita, ma deve essere democraticamente ricercata. La cultura deve tornare ad essere vivente per poterci salvare.




Una risata ci seppellirà?

“Le richieste che ci fanno in Europa sono pesanti, sono onerose sul piano del consenso elettorale, ma sono ineludibili. Vi chiedo quindi un mandato pieno per andare a Bruxelles, altrimenti è inutile che io parta”.

Questa frase pronunciata ieri da Berlusconi, rivolto a Bossi, di fronte al Consiglio dei Ministri è stata notata dai cronisti politici  per essere il primo cedimento del premier a fare l’atteso passo indietro : … mandato pieno … altrimenti …

Questa frase è invece significativa perchè disvela la verità e la miseria di un uomo e della cultura politica dominate: l’accettare la realtà di richieste pesanti, ma ineludibili perchè provienenti dall’esterno (Iddio lo vole) e, sopprattutto,  sottolineare la caratteristica di queste richieste per la loro onerosità sul piano del consenso elettorale.

Dunque, per il  Presidente del Consiglio, che ha governato il nostro Paese per quattro legislature, le misure economiche da adottare contro la crisi economica e finanziaria  vanno valutate non in base alla loro efficacia, ma in funzione della loro capacità di mantenere, e perchè no aumentare, il consenso elettorale.

Il che ci  mostra definitivamente la vera ragione della ignavia dell’attuale Governo, il quale  aveva negato fin dagli inizi la realtà e gravità della crisi,  che mai avrebbe potuto intaccare la solidità economica dell’Italia, secondo il principio del non è vero perchè non mi piace.

Non leggi ad personam, non conflitto d’interessi, non frequentazioni equivoche, non frustrazioni sessuali.  E’ condizione sufficiente la gravità di una tale concezione populista della gestione di un governo  di un Paese per squalificare qualsiasi uomo politico.