La dignità dell’uomo tra fine e mezzo

Anche fatti recenti dal mondo del cinema ci offrono l’opportunità di riflettere sulla questione morale: esiste un minimo comune multiplo tra le denunce tardive di molestie sessuali subite da attrici (e attori) e lo svelamento dei documenti top-secret di cui tratta l’ultimo film “The Post” di Steven Spielberg?  Sì, esiste e si chiama dignità. 

Daniel Ellsberg, ex militare ed economista del Pentagono, nel 1971 svelò al New York Times alcuni documenti segreti del dipartimento della Difesa degli USA su cui stava lavorando. Tali documenti, poi chiamati Pentagon Papers, rivelavano le strategie del governo americano in merito alla guerra in Vietnam. In una intervista apparsa sul quotidiano laRepubblica alla domanda “seguire gli ordini o la coscienza?” Ellsberg così risponde rivolgendosi in particolare a coloro che operano all’interno di un sistema:

(…) Se, tuttavia … dovessero scoprire che i loro capi e le istituzioni per cui lavorano stanno ingannando il parlamento o l’opinione pubblica, allora li incoraggerei a denunciare ai cittadini quello che hanno scoperto servendosi di documenti che lo provano, e agendo a qualunque costo per le loro vite e carriere”.

Si potrebbe limitare il senso di queste parole sottolineando la formazione da “soldato” o la tarda età cui è giunto Ellsberg dopo aver avuto successo nella sua impresa. Ciò allegerirebbe il peso del confronto con le nostre comuni esistenze. Tuttavia, non possiamo né dobbiamo dimenticare che molti uomini e donne comuni hanno rinunciato persino a vivere, figuriamoci per una carriera cinematografica, pur di non accettare il sopruso, la menzogna, l’umiliazione.  Su  tali sacrifici si sono fondate le libertà e diritti che oggi tanto spesso e orgogliosamente invochiamo e rivendichiamo.

Scrive Hannah Arendt in Responsabilità e Giudizio : “Un fatto del mondo è sempre qualcosa che è diventato tale (come si deduce dall’etimologia latina della parola: fieri – factum est) . In altre parole, è abbastanza vero che il passato ci assilla, poichè la sua funzione è appunto quella di assillare come uno spettro noi che viviamo nel presente e desideriamo vivere in questo mondo così com’è, ossia com’è diventato”.

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Una risposta a La dignità dell’uomo tra fine e mezzo

  1. valter bocelli scrive:

    Un mirabile esempio dell’abisso che separa l’orgoglio dalla dignità. L’orgolgio che combatte il prossimo a difesa dell’io, la dignità che magnifica il sè a difesa del prossimo.
    Un miserabile a nome Alessando Di Nicola, economista, ha sentenziato che la dignità è solo uno slogan elettorale. In questa epoca neoliberista si sta facendo tabula rasa di morale e sentimenti dimenticandosi della storia. Senza storia non si può costruire nessuna morale e la differenza tra obbedire e essere responsabili si annulla se nulla è la coscienza che porta la responsabilità. Così è accaduto e così ancora accadrà. Senza coscienza nessuna morale, nessuna dignità. La coscienza appartiene allo Spirito e di Spirito non si parla.

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