Il Mercato rende liberi

UnknownIl Mercato, questa metafisica della Tecnica, questa congiura di Nessuno, domina attualmente il pianeta. E quali sono gli effetti del Mercato? Banalissimo: diminuire le retribuzioni, togliere i diritti, aumentare le disuguaglianze, inquinare e desertificare il pianeta. Non si tratta di un’opinione, tutto questo è sotto gli occhi di tutti. In questa direzione si stanno muovendo tutti gli Stati, compreso il nostro con un leader che ha come parola d’ordine “noi andiamo avanti!” . Avanti !? Mentre ci si arrovella se respingere o accogliere i migranti l’esplosione demografica in Africa, dimenticando per altro quella in India e in altre parti del mondo, ridicolizzerà qualsiasi proposta. Troverà come già trova, tutti impreparati. Per ora si volta la testa e con la testa sotto la sabbia si aspettano gli eventi. Io speriamo che me la cavo… del diman non c’è certezza. La memoria si riduce e lo sguardo si fa miope, si cerca il contingente. Le risorse energetiche e quelle agricole tendono a diminuire (esaurimento fossili, equilibri forestali e idrici compromessi, uso massivo dei fertilizzanti). Oggi il 12% della popolazione mondiale è denutrita (850 milioni di abitanti con meno di 2000 Kcal) ed è in aumento nonostante la razione media per ogni abitante della terra sia oggi, a meno del forte squilibrio distributivo esistente tra i paesi, adeguata ai bisogni biologici (2700 Kcal). Le risorse in generale, dunque, non tarderanno a mancare e la grande livella si farà sentire sempre più.

Se ad un formicaio forniamo più cibo il formicaio aumenterà. Questo che ha prima vista può sembrare un bene deve però porci diversi interrogativi. Se guardiamo al tutto dal punto di vista del singolo dobbiamo chiederci quale sarà la sua qualità della vita. L’aumento di risorse per il formicaio non è necessariamente un aumento di risorse per il singolo, anzi. Poiché le risorse aumentano in ragione aritmetica e la popolazione in ragione geometrica, l’aumento delle risorse in relazione all’aumento demografico potrebbe significare meno cibo per ciascuno. Il sovraffollamento di fatto provoca anche un aumento non solo della competitività, portando il singolo a lavorare sempre di più, ma anche della conflittualità ovvero a una maggiore litigiosità, a rivoluzioni, a guerre. La mortalità assoluta ovviamente aumenterebbe, più sono i vivi più sono i morti. I superflui, coloro che non lavorano o sono ammalati destinati a venir abbandonati.

Le nascite si possono controllare solo in due modi, o secondo coscienza o per selezione naturale, dove per selezione naturale si debbono intendere anche le guerre e gli olocausti, perché di ritorno ai crudi metodi della natura si tratta. In questa prospettiva assolutamente reale pare chiaro che si debba per tempo arrivare con la cultura a un controllo delle nascite, imposta dai governi o per coscienza dei popoli. L’autolimitazione delle nascite insegue la civiltà. Il Mercato, il pensiero unico economico, il treno in corsa, la congiura di nessuno, in combutta con gli egoismi nazionali corre in soccorso dei nuovi padroni della terra nei loro progetti di sfruttamento degli uomini e desertificazione del pianeta.

Lavorare di più, con meno diritti, con maggior ricattabilità, con paghe più basse e minor assistenza è il Nuovo Ordine Mondiale a cui ci vogliono preparare umiliando la dignità di una vita che per l’unica vita che ci è data, valga la pena di essere vissuta. La propaganda è già da tempo in atto. Per poter accettare tutto questo in Italia occorreva che a imporlo fosse una sinistra: dagli amici mi guardi Dio. Coloro che votano per l’eliminazione dei diritti e con ciò dello Stato di Diritto sono coloro che aiutano i deserti a crescere: “guai a chi aiuta i deserti a crescere”, ci ammoniva Nietzsche. Occorre un nuovo umanesimo dove per nuovo si intenda non la ripresa del vecchio, ma il suo superamento. Solo la Cultura ci salverà

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