Le miserie ‘d Monsù Travet

libro_vandelliÈ sincero ma non dice la verità. Chi è? Un uomo in buona fede. Accigliato come si conviene alle persone serie, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan così risponde a un giornalista: “Chi chiama condoni provvedimenti come il rientro di capitali tipo lo scudo fiscale commette un errore tecnico”. E più non dice. Nessuno mette in dubbio la sua competenza: sudate carte e anni di sacrifici. Questo mezzemaniche impiegato dello Stato misura sulle sue parole tutta l’insipienza del suo pensiero. Al folle dotto hanno affidato un compito e quale servitore dello Stato si appresta a realizzare sul piano economico quello che tecnicamente ritiene necessario. Niente di personale, nessun interesse di parte, è un uomo onesto per natura. Moralmente irreprensibile. I servitori dello Stato quando sono strumenti passivi del potere politico intendono per Stato il Governo, il potere esecutivo. E come umili e semplici esecutori stringono irresponsabili e innocenti il capestro. Pare a me di sentirli: “un mestiere difficile, ma qualcuno lo deve fare, importante è farlo bene”.

Tuttavia, si impone una domanda: quale aspetto della morale, della filosofia, del gusto, della condotta di vita non ha stabilito? Di quale mistero non ha manifestato la sua conoscenza?. Della giustapposizione dei suoi provvedimenti, delle conseguenze sociali che tecniche economiche tortuose e oscure posso avere presso l’anima di chi non intende ragione ma intende ipocrisia e tradimento, non ha alcuna contezza. Esulano il pensiero. Dell’impatto sociale del suo operato non ha alcuna idea, semplicemente non gli compete. Il prossimo rimane umanamente sconosciuto. Non avverso, sconosciuto. Probabilmente è anche un uomo di buon cuore.

Ebbene, l’ennesimo premio all’evasione comunque lo si voglia “tecnicamente” chiamare rimane un fatto. Un fatto tanto grave quanto più si dichiara da tutte le parti, compresa quella governativa, che la lotta all’evasione è un punto cardine e fondamentale. Questo meschino atteggiamento denuncia l’ipocrisia di chi crede che la concretezza risieda nelle cifre, che la materialità dell’esistente trovi soddisfazione solo nella tecnica economica incurante dell’impatto sociale che provvedimenti legislativi hanno sui sentimenti di un’intera nazione. Dei sentimenti infatti non hanno notizia. Gli uomini grigi non possiedono anima. Sono chiamati a svolgere disciplinatamente un compito in giacca e cravatta e si impegnano con la massima responsabilità e nei limiti delle loro capacità, con serietà e umiltà, a svolgere le loro mansioni. Il destino delle loro azioni non computa.

Portano lenti molto spesse e si ritengono falchi. Un buon ministro, come nell’anonimato del si dice, è in sostanza chi sa far quadrare i conti, premi agli evasori arricchiscono nell’immediato le casse dello Stato e tanto basti. Non sta a loro giudicare. Modificare al ribasso la mentalità della nazione, scoraggiare deprimere gli animi, incitare ad una privata vendetta, pregiudicare la fiducia dei cittadini nello Stato, non rientra nel conto economico. Pertanto non esiste. Siano pure premiati i “furbi”purché i conti tornino.

Così il bene incarcerato dal male, suo capestro, è svilito da una storpia potenza: ogni colpevole inconsapevole agito in ossequio a un turbo capitalismo fondato sulla diseguaglianza e la speculazione. In cielo sarà perdonato a quelli che non sanno ciò che fanno, ma qui sulla terra non abbiamo bisogno di boia. Solo la cultura ci salverà.

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