La copertina di Charlie

Unknown“Le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità”. In questo avviso che introduce il video sull’attacco alla redazione di Charlie Hebdo proiettato nella rete possiamo riconoscere tutta la attuale debolezza dell’occidente.  Il moralismo del politicamente corretto applicato allo status democratico, mentre questo viene così apertamente attaccato sia da fattori endogeni che esogeni, ci ha fatto scordare che quando ci si trova in situazione di emergenza le strategie  devono cambiare e che siamo entrati in una fase storica in cui è necessario assumersi la responsabilità di difendere la democrazia con volontà e discernimento, piuttosto che ostinarci a praticarla nei confronti di coloro che la minacciano.

Per settanta anni, come mai era accaduto in precedenza in Europa, siamo riusciti ad educare due generazioni di giovani nel benessere ed in assenza di guerre consentendoci il lusso della formazione di una coscienza pacifista. Oggi, di fronte al solo continente africano la cui popolazione raddoppia nell’arco di una generazione con un tasso d’incremento demografico superiore al 3% (nel 1950 erano 224 milioni oggi superano i 1.100 milioni) e la cui povertà economica spingerà invano sempre più persone verso i paesi più ricchi, mostriamo indignazione e sgomento di fronte alle atrocità dei metodi terroristici, sempre più frequenti e diffusi, con i quali sedicenti califfati si contrappongono ormai apertamente al nostro mondo occidentale proclamando contro di esso una guerra in nome di un fondamentalismo religioso, loro unica ideologia rivoluzionaria disponibile.

Il senso di colpa per come abbiamo fondato i nostri principi di libertà, eguaglianza e fraternità (principi che rimangono universali) anche sfruttando per secoli le risorse di altri continenti sembra oggi spingerci all’ignavia e all’autodistruzione, a meno degli interessi dei poteri economici e finanziari multinazionali che governano il mondo nell’unico tentativo di preservare il potere tanto aspramente conquistato.

Crescita demografica, cambiamenti  climatici, diseguaglianze economiche, tensioni sociali-religiose-razziali sono i nuovi Cavalieri dell’Apocalisse, veri nemici dell’umanità contro cui dobbiamo lottare nei prossimi anni con estrema incisività e determinazione, per evitare di cadere nel baratro descritto dal monologo del colonnello Kurtz di Apocalypse Now : “(…) È impossibile trovare le parole…per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l’orrore. L’orrore…l’orrore ha un volto e bisogna essere amici dell’orrore. L’ orrore e il terrore morale ci sono amici in caso contrario allora diventano nemici da temere. Sono i veri nemici. (…). Bisogna avere uomini con un senso morale, ma che allo stesso tempo siano capaci di… utilizzare i loro primordiali istinti di uccidere senza emozioni, senza passioni, senza discernimento… Senza discernimento. Perché è l’intenzione di giudicare che ci sconfigge.” 

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