I leghisti sono razzisti? Ma che razza di domanda!

safe_image.phpDal riconoscimento della diversità non consegue logicamente l’eliminazione del diverso. Dal dizionario si evince il termine razzismo nella sua definizione più semplice, si riferisce ad un’idea, spesso preconcetta e comunque scientificamente errata, come dimostrato dalla genetica delle popolazioni e molti altri approccimetodologici, che la specie umana possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, valoriali o morali, con la conseguente convinzione che sia possibile determinare una gerarchia secondo cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere definito superiore o inferiore a un altro.

Per comprendere meglio il punto: nell’olocausto dei nazisti si riconosce questa convinzione, non solo nella natura propria del pensiero ma nelle conseguenze del tutto non implicite di tale credenza. L’eliminazione del diverso non è conseguenza logica del riconoscimento della diversità. D’altra parte il popolo ebraico si considera una “razza” non in base a convinzioni genetiche, ma per elezione in base ai sacri testi.  Con ciò tuttavia non sono confessionali né pensano neppure lontanamente di dover eliminare altri popoli. Bisogna riconoscere quindi che il razzismo in entrambi i casi nella sostanza consiste nel riconoscimento del diverso o meglio nel riconoscimento di sé come diverso e in particolare “migliore”, cosa per cui al sé vengono attribuiti privilegi non concessi all’altro. Che fare del diverso è altra questione.

Occorre a questo punto una precisazione linguistica. Il termine “razza” in bocca al popolo ebraico può apparire qui politicamente non corretto, ma bisogna comprendere che il termine ha significato ben diversamente prima e dopo dell’avvento del nazismo. Friedrich Nietzsche in  Al di là del bene e del male  per quattro pagine discredita in modo totale gli antisemiti dell’epoca affermando che gli ebrei, loro si, possono pregiarsi di essere una razza mentre la popolo tedesco non era ancora riuscito. Il popolo ebraico si è riconosciuto per millenni non solo nella religione ma anche nell’etnia. Il pensiero di poter “non essere una razza” è una più che giustificata reazione successiva in seguito all’avvento del nazismo e dell’olocausto. Ancora. Ragazzo negro è un romanzo di formazione dello scrittore statunitense Richard Wright. Libro da adottare nelle scuole. Ebbene Richard Wrigth è uno scrittore di colore che nel suo romanzo indica la gente di colore col termine “negri”. Come si può ben comprendere i termini cambiano nella sostanza, nel giudizio di valore, il significato quando un’ideologia storica li riempie di contenuti emotivi. A ragione quindi un teologo ebraico non schiavo dei tempi può rivendicare per il proprio popolo il termine come da sempre inteso, per secoli, scavalcando la barbarie dell’epoca.

La storia del sé e dell’altro da sé è vecchia come il mondo e trova origine a partire dalla cultura animale quando il maschio di un gruppo caccia o uccide il maschio di un altro gruppo. Il privilegio, per chi intende, è insito in una categoria fondamentale dell’essere: l’appartenenza.  Come le foglie di una cipolla con l’io posizionato al centro, l’individuo recita “mio” di tutto ciò cui appartiene difendendo vieppiù gli strati quanto più sono interni. Diverso diviene così tutto ciò che si oppone all’io e verso cui l’io si sente in diritto di difendere. Negli strati più esterni tuttavia trova alleanze e maggior forza alle proprie convinzioni che di rimando rafforzano l’io. “I miei figli …”. Razzismo, nazionalismo, regionalismo, campanilismo, sono tutte espressioni di diverso grado in difesa dell’appartenenza. Tra uno strato e l’altro tuttavia esistono soluzioni di continuità non solo rispetto al “pensato” ma soprattutto all’ ”agito”.

I leghisti mi sono antipatici, sono rozzi e ignoranti e questo è un fatto, hanno un “io sento” più corto delle loro braccia, di dove possono arrivare, ma sentirli definire “razzisti” è sempre stata per me una bestemmia. Sono indubbiamente campanilisti e la loro visuale non è mai andata oltre a un regionalismo. Ora e solo ora: ”prima gli Italiani”. Che esita una differenza razziale degli uomini o meno non ha mai navigato nelle loro teste. Razzismo? Giustamente se ne stupiscono, non capiscono neppure di che si stia parlando. “Io so soltanto che …” Un tiro di schioppo da casa loro e nebbia, altro si rifiutano di conoscere. Della calunnia, perché di calunnia si tratta, giustamente se ne indignano e proprio grazie a questa falsa accusa essi crescono. Riconoscono nel sociale categorie diverse solo perché queste categorie vanno contro gli interessi propri e della propria gente, quella gente sana che lavora, che pensa alla pagnotta per sé e per i propri figli, che di politica e di cultura non ne ha mai voluto sapere. Gente che vede solo il proprio naso e che sul proprio naso ha tutte le ragioni e i diritti di schiacciarsi i punti neri. Altro non interessa loro.

Dunque, se volete che i leghisti divengano razzisti non dovete fare altro che dar loro dei razzisti: le cose esistono quando assumono un nome. Dal nazionalismo al razzismo ce ne vuole, ma è solo l’ulteriore passo e in tempi di crisi … In altre parole questa regressione a destra dovuta e voluta dalla mancanza di Cultura è provocato da sinistre analfabete che accusano l’orbo di essere cieco. Il terreno è fertile, care sinistre, e voi lo state concimando.

Alla fin fine, per quel che mi riguarda, quando anche la convinzione secondo cui  “la specie umana possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, valoriali o morali, con la conseguente convinzione che sia possibile determinare una gerarchia secondo cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere definito superiore o inferiore a un altro”  fosse biologicamente fondata, il mio pensiero è che queste distanze comunque considerate meritino, con tutta l’umanità possibile di contro alla natura, di essere superate nella prospettiva di  una utopica assoluta convivialità. Parlo di quell’ Amor che regge il mondo e tutto lo governa.

Sono razzista? Solo la cultura ci salverà.

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