L’amor che muove il sole e l’altre stelle

Amor scaro e amor profano. TizianoIl teologo cattolico Vito Mancuso ci riprova con il suo ultimo libro a mettere ordine nell’etica cattolica e questa volta affronta il tema-tabù della  sessualità.

Il tentativo è tanto lodevole per la coraggiosa apertura dell’autore, uomo di sincera fede cattolica, quanto apprezzabile per l’arretratezza etica e culturale del paese in cui opera. Tuttavia, l’autore non esce dal circolo vizioso di un’etica fondata sulla contrapposizione del Bene al Male, riproducendola nella Natura. La concezione della Natura di Mancuso è infatti anch’essa dualistica dal momento che contrappone al Logos il Caos e, dunque, l’obbedire alla Natura con i suoi cicli presi come criterio di legislazione etica, non significa obbedire a Dio, che va concepito come puro Bene. Di più, la morale sessuale cattolica conferendo un primato alla Natura così intesa disconoscerebbe la specificità dell’essere umano caratterizzato dalla libertà di comprendere, volere e decidere. L’autore, infatti, afferma di credere nell’uso libero e responsabile  dell’intelligenza della persona umana e della sua volontà.

Una prima osservazione è chiedersi chi abbia creato la Natura con il suo portato di Caos se Dio si limita al Logos (il Bene): in questa impostazione vi si può riconosce l’impostazione della religiosità degli antichi greci che poneva Ananke, la Dea della necessità, della potenza del destino inalterabile, al di sopra di tutti gli altri Dei. Trovo, tuttavia, più interessante rilevare l’insistenza sui concetti di libertà, coscienza e responsabilità nella persona umana che l’autore mostra sempre più convintamente nelle sue opere. Le sue concezioni in materia, che personalmente condivido sebbene da una posizione extra religiosa, dovrebbero portarlo ad  ammettere di essersi “riformato” ed uscire così da un’impostazione Cattolica ormai minata alla base per aderire a quella Protestante: l’autorità della fede che sostituisce la fede nell’autorità.

Dal mio punto di vista, tuttavia, è più interessante  constatare come il vero tabù del cattolicesimo, ed anche dell’intero cristianesimo, sia la Teoria dell’ Evoluzione. La Chiesa, il cui vero peccato originale è la conoscenza, non può certo contrapporsi alla Teoria della relatività o alla Meccanica quantistica, ma tra tutte le teorie scientifiche moderne e attuali quella che non potrà mai accettare, e alla quale tenta sempre di opporsi fino a tentare di estirparne l’insegnamento dalla scuola, è quella di Darwin.

Ritroviamo nell’analisi di Vito Mancuso sulla Natura proprio l’assenza del concetto di Evoluzione, che gli consentirebbe di superare la concezione manicheista  della Natura concepita in una dualistica opposizione tra Logos e Caos e giungere ad una visione dinamica della Natura (l’Universo) che è mutevole. Le malattie e le sciagure naturali non sono manifestazioni maligne della Natura (il Caos) sulle quali Dio (il Logos) non può intervenire, bensì parti fondative ed integranti del divenire universale, contro le quali l’uomo pure si oppone con la sua Cultura per limitarne gli effetti negativi, ma con la consapevolezza di appartenervi.

All’autore di questo saggio e a tutti coloro che sono alla ricerca della verità suggerisco l’ipotesi che discende dall’Evoluzione stessa secondo la quale la verità sta nel futuro.

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