La sinistra di Peter Pan

imagesVendola prefigura la fusione tra Sel e Pd,  Rizzo rifonda un nuovo Partito Comunista, Cuperlo e Fassina si dimettono dalle loro cariche. Lo sciame meteoritico della sinistra italiana  si polarizza ancora una volta nell’irrisolta tensione tra la nostalgia adolescenziale per l’opposizione dura e pura e  la resistenza all’assunzione della responsabilità di governare.Secondo un adagio orientale contro chi rema con la pagaia non servono coccodrilli più intelligenti: è bastato Matteo Renzi con il suo piglio decisionista un po’ naïf a scatenare il panico nella sinistra italiana. Dichiarazioni stizzite tipo “il partito non è una caserma”, “rifiutiamo il pensiero unico”, “Renzi è arrogante” suonano in realtà ipocrite a chi ricorda la formazione politica di chi le ha pronunciate. Emerge la confusione originaria “comunista” tra potere e democrazia che ha partorito l’ossimoro ideologico del “centralismo democratico”. Nella burocrazia di partito articolata tra una pletorica direzione e una segreteria pretoriana la maggioranza non può governare se non piace alla minoranza.

Quanto alle preferenze, se un serio partito di sinistra motivato a cambiare radicalmente la società in una più giusta ed egualitaria ammettesse con onestà intellettuale la condizione di arretratezza culturale in cui versa il popolo italiano (la questione morale) avrebbe un senso riconoscere il ruolo delle avanguardie politiche da selezionare per metterle alla guida di un partito e il ruolo di un governo che avesse per finalità la crescita culturale di quel popolo, da cui deriverebbe ogni altra crescita. Contano ben poco il territorio, compromesso dalla diffusa illegalità, e la rete, speakers’ corner virtuale dove si esprimono i malcontenti più viscerali. I governanti di un paese devono essere migliori dei governati e la loro selezione deve avvenire sulla base del merito, che è sintesi di capacità, impegno, opere, qualità e valore.

Il ‘berlusconismo’ dell’ultimo ventennio preesisteva alla scesa in politica di Berlusconi. Questi, piccolo uomo di marketing e pubblicità,  altro non ha fatto che usare il sottosviluppo popolare per alimentare i propri fini ed interessi. È sua l’affermazione secondo la quale l’età mentale media del popolo è quella di un quattordicenne. Per questo il dialogo di Renzi con Berlusconi va inteso, a torto o a ragione, come dialogo politico con il blocco berlusconista del popolo.

L’affermazione che la democrazia si realizza dando potere alla volontà popolare mediante governanti che sono come il popolo è sbagliata e pericolosa perché dimentica che il popolo manifesta sì legittimi bisogni ma contingenti, mentre la politica è la visione dell’interesse lontano. In questo senso un leader non comanda ma dirige. In questo senso la democrazia è il governo dei migliori.

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