Furbi et orbi

images-1Quello che ha detto Massimo Cacciari alla trasmissione Servizio Pubblico è perfettamente vero: la corruzione è a sistema. Tuttavia la corruzione non è da oggi ed è un bene che oggi venga denunciata. Nasciamo in un paese corrotto dove un cittadino  entrando in società si pone nell’alternativa di seguire le regole e rimanere indietro o adeguarsi al sistema per sopravvivere o peggio servirsi del sistema per arricchirsi. Chi resiste comunque arretra e corre il rischio di finire in fondo alla scala.

Il sistema della corruzione e dell’illegalità non è opera di nessuno in particolare, è un fatto in generale. Un fatto ereditato alla nascita in un paese che della corruzione ha fatto appunto sistema, l’Italia funziona così. Il problema e solo di chi lo vorrebbe cambiare, per tutti gli altri va bene così. In tempi migliori se la maggioranza riesce a sopravvivere o anche ad arricchirsi,  tutto va bene. I guai compaiono quando in un paese interviene la crisi. In una crisi la lotta per la sopravvivenza si fa più dura e di conseguenza la corruzione anziché diminuire aumenta, aumenta perché a dover accettare compromessi è un parte sempre più preponderante della popolazione. Aumenta la ricattabilità e per un posto si è pronti al compromesso, anche a qualsiasi compromesso.

“Con la cultura non si mangia”, questo adagio, grazie anche all’esternazione di un passato ministro della Repubblica, ha penetrato ogni singola coscienza, giustificandola. Per poter stare al mondo e pensare ai propri figli cresce il numero di coloro che accettano questa realtà, così fan tutti, ovvero la disonestà come regola di vita. In tal modo insieme all’impoverimento si assiste al ben più grave degrado morale e nel degrado ciascuno cerca sempre più la soluzione personale fino al si salvi chi può. Succede anche qualcuno cada fuori bordo e si suicida.

In ultima analisi a soffrirne è il grado di civiltà dell’intera nazione. Un popolo di furbi degrada l’intera nazione e porta a boomerang sofferenze al popolo stesso. Nell’ignoranza politica dilagante, supportata da vent’anni di berlusconismo i cui soli valori sono stati sesso e possesso, il pensiero debole e un basso sentire hanno preso sempre più il sopravvento. Gli uomini del fare trovano facile consenso tra il popolo, a destra come a sinistra. Trovano consenso anche gli uomini contro.

Della cultura non si è capito né il significato né l’importanza. Cultura è stata intesa come arte e spettacolo, come un’attività marginale su cui stabilire un budget.  Nessuno è mai stato sfiorato dall’idea che la cultura sia il mezzo per far progredire in civiltà una nazione, ovvero quello che dovrebbe essere il primo compito di ogni governo. Solo la cultura ci salverà.

 

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