Avremo una seconda occasione per dare la prima impressione?

Monti for President? Lo vogliono Obama, l’Europa e i mercati, ma i politici italiani, ancora una volta colti impreparati, tentennano. E hanno le loro buone ragioni. A tutt’oggi non abbiamo la riforma elettorale perchè i partiti non hanno trovato ancora una soluzione compromissoria che garantisca la loro sopravvivenza in Parlamento. Quanto alla formazione della nuova classe politica dirigente, la produzione continua di scandali rende oramai visibile a tutti la realtà e il valore della riserva, del bacino di utenza, dei politici e del processo di sua costituzione.

Avevamo già notato in Una leadership italiana in Europa che:  “Per attrarre  investimenti stranieri, non la vendita di aziende e marchi nazionali,  bisogna rendersi prima attraenti economicamente, anche assicurando la legalità su tutto il territorio. C’è dunque un gran lavoro di ristrutturazione domestica da compiere, le cosiddette riforme, ma  la capacità di produrre risultati di tali riforme dipenderà dalla relazione che il paese saprà sviluppare con il resto del mondo”. Ed ancora:   (… ) ” La migliore eredità che l’attuale governo potrà lasciare, proprio in quanto composto da tecnici competenti, sarà l’indicazione metodologica  per la formazione del futuro governo politico,  che abbia come unici criteri di selezione  il merito e la competenza. Poichè il prossimo governo sorgerà da nuove elezioni,  la riforma della legge elettorale e la  selezione dei politici costituiranno il banco di prova  per il rinnovamento italiano”  

Il vero problema italiano non è dunque la politica o meglio la politica non è la causa dei suoi mali. Essa è piuttosto l’effetto della storica mancanza nel nostro paese di Istituzioni forti e indipendenti, rese solide da una classe di funzionari pubblici competenti formati  sui principi e  sui valori repubblicani e democratici.

Per la rinascita del nostro paese occorre, tra altre azioni culturali di eguale misura e peso, concentrare l’azione sulla formazione di una classe dirigente al servizio della cosa pubblica, i  civil servant o public servant come esistono in Francia e negli altri poaesi nord europei. In questo modo potremmo sperare fra uno o due generazioni di raggiungere una base materiale di garanzie istituzionali sulla quale potrà  esercitarsi l’alternanza di governi politici,  senza rischiare ad ogni crisi o cambiamento di minacciare i principi fondativi della nostra civiltà.

In questa prospettiva è auspicabile che una figura come Mario Monti, in particolare dopo l’accreditamento raggiunto dall’Italia nel mondo,  resti in quanto “uomo delle Istituzioni” sulla scena “politica”, ma non con il ruolo di governo, bensì con quello di garante della sua attività in Europa e nel mondo

Dunque, che Mario Monti sia candidato e votato preferibilmente all’unanimità da tutto il Parlamento come prossimo Presidente della Repubblica Italiana.