Così fan tutti è qualunquismo?

Il malcostume italiano, non solo dei politici, può ormai interessare solo un antropologo o uno psicologico. E una domanda può essere: cosa accomuna la Regione Lombardia alla Regione Lazio, il Nord efficiente al Sud assistenzialista? Perchè il politico ruba o pecula?  I pranzi del Governatore lombardo in vacanza, così  come quelli dei Consiglieri laziali ai festini, ci  forniscono una risposta: quei politici hanno rubato o peculato per… mangiare.

Scopriamo così che il termine ‘mangiare’, in tutte le sue locuzioni, non era una metafora per descrivere  i comportamenti  di certi politici  immorali, era la cosa, l’azione stessaIl fatto poi che i soldi fossero pubblici costituiva ovviamente un’aggravante, ma se il modo con cui  una persona si procura il denaro ci indica la sua moralità, il modo con cui essa lo  spende ci indica il suo livello culturale. Dov’è dunque lo scandalo?

La Regione Sicilia, la Regione Lombardia, la Regione Lazio, la Regione Campania, la Regione Calabria, … il dubbio sulla riforma del Titolo V si è insinuato nelle menti degli uomini di buona volontà: la somma delle parti (federalismo) non fa il tutto (centralismo), se non eticamente almeno economicamente.  Che fare?  Subito una legge sulla corruzione (ce la chiede l’Europa? meglio sarebbe se ce lo richiedesse la nostra coscienza),  eliminare il finanziamento pubblico ai partiti (déjà dit) secondo l’italico adagio  secondo il quale ‘scoperti nell’inganno  fare nuove leggi’.

Oggi sul mercato politico ognuno può scegliersi lo scandalo preferito, ma occorrerebbe prima chiedersi dove fossero i partiti all’opposizione quando, per esempio, la  Governatrice del Lazio elargiva 30 milioni di soldi pubblici ai Consiglieri dei partiti, tutti i partiti.

Un mese dopo il crollo delle Torri Gemelle a New York nel nostro paese fu riformato il Titolo V della Costituzione.  Altro che Odissea nello spazio, il 2001 è stato il vero  anno profetico del calendario Maya.




La nostalgia è il dolore per la lontananza del vicino.

No, non è Times Square, è Piazza del Duomo negli anni ’50. Questa immagine è dedicata ai nati dopo gli anni ’60, quelli che  tra birra e movida  anelano al potere  invocando la rottamazione dei politici vecchi, non sempre della vecchia politica. Per loro, che avvertono e temono il prossimo sorpasso demografico degli anziani, l’Italia non è un paese per vecchi.  Tutto questo è corretto dal punto di vista etologico, ma non siamo forse fieri noi umani di non essere solo animali? 

Anne: “Infame, tu ignori ogni legge di Dio e dell’uomo. Non v’è animale tanto feroce che non conosca un briciolo di pietà”   Riccardo: “Ma io non la conosco e perciò non sono un animale”  (Shakespeare,  Riccardo III)

Dopo quella del territorio e quella del genere avanza l’ideologia dell’età.  Il marketing della politica profilerebbe una ‘giovane-donna-del nord’ come testimonial del rinnovamento politico italiano, se non ci fosse l’impatto con la realtà  a modificare il modello in almeno una delle sue componenti.

Prima delle primarie c’è la memoria. Solo la cultura ci potrà salvare.