Art.18: sfruttati sul lavoro e socialmente poveri. I moderni schiavi.

Il Governo tecnico lancia un siluro “no-art.18 cruiser” contro PD e Sindacati, un siluro che colpisce nel mezzo le navi e le spacca a metà: due piccioni con una fava. Ora il dilemma: sono loro così idioti da non saperlo o siamo noi così idioti da accettarlo?

Sbaglia la Cgil  temendo un diluvio di licenziamenti, i licenziamenti, se pur ci saranno, saranno limitati, non è questo il punto. Quello che aumenterà sarà invece il ricatto sul lavoro. Ancora una volta il lavoro  concepito come ricatto sulla sopravvivenza: si lavorerà sotto pressione peggiorando il clima e la qualità della vita, dentro e fuori dell’ambiente lavorativo, con aumento del disagio e della conflittualità sociale. Sfruttati sul lavoro e socialmente poveri.

Far lavorare sotto pressione per aumentare la produzione, questo è il vero obiettivo. L’obiettivo non cambia e si chiama sfruttamento. Parola antica che non esce dalla testa dalla ”ideologia neo turbo liberista” che così continuando manderà senza dubbio in rovina il pianeta. Stanno procedendo mondialmente a tappe forzate.

Bersani, scuro in volto, gira la frittata sul solito ritrito cliché: “Pensiamo all’Italia”, pronto e rassegnato alla prossima batosta elettorale (amministrative). La battaglia in Parlamento sarà persa perchè la legge che introduce il ricatto sul lavoro si fonda essa stessa come ricatto politico sulla tenuta del Governo e dunque passerà, con il minor numero di consensi mai avuto fin qui, ma passerà. L’idea di far cadere il governo oggi è impraticabile dato il prestigio con cui Monti ha accreditato il nostro paese all’estero, di fronte allo ”imperialismo del mercato”, ma il prezzo è altissimo: accettare di essere i moderni schiavi. Solo la Cultura ci potrà salvare.

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