Solo la cultura ci salverà.

Per gli antichi romani la virtus era il valore in battaglia, la virtus era il modello da imitare. Con un respiro “storico” più ampio mi sono chiesto quali fossero i modelli da imitare.

La forza fisica è stato il primo modello in uso sul pianeta. Dominare significava essere più grandi e con questo anche più forti. Per centinaia di milioni di anni il pesce più grosso ha divorato il più piccolo.

Ma già in natura una nuova virtus emergente faceva capolino: l’astuzia. Nell’uomo l’astuzia è presto divenuta sinonimo di intelligenza e tale è rimasta per centinaia di migliaia di anni fino ai giorni nostri.

Diversamente, qualche millennio fa, una nuova emergenza ha sancito che collaborare è meglio che competere. Si tratta della compassione, una nuova forza che riconosce nell’altro la persona e ne porta la responsabilità per un destino comune nella coesistenza.

È un emergenza che ha rivoluzionato lo spirito dell’umanità e a cui sola spetterebbe il nome di intelligenza. Nel tempo ha portato a dire “gli uomini nascono liberi”, poche parole che hanno sconvolto l’assetto politico, sociale ed economico del pianeta.

Portiamo dentro di noi tutto il passato: centinaia di milioni di anni di natura contro poche centinaia di migliaia di cultura e contro poche migliaia di storia. Eppure queste emergenze si sono mostrate vittoriose. Tuttavia, il passato non è ancora stato superato e cova dentro ciascuno sotto le ceneri. L’amore per il prossimo non ha visto ancora piena luce.

Ancora viene  scambiata dai più la furbizia con la “intelligenza”, ancora resiste questa pesante eredità nella cultura. In tutte le culture,  comprese quelle democratiche.

Il sesso, il possesso e l’astuzia (furbizia) rimangono spesso i soli valori sociali, soprattutto presso il “popolo” e la “cultura del popolo”, che  costituiscono il fondamento di ogni regime e di ogni democrazia.  Solo la cultura ci salverà.




Come le foglie al vento.

Ho  seguito lunedì 14/11 la risposta delle Borse alla nomina di Monti: all’apertura un rialzo che è arrivato a toccare il 2%, poi la probabile notizia di un emerito esponete europeo che afferma che non è il cambiamento di un governo che potrà rimediare alla crisi e il mercato chiude a meno 2.

Dice Feltri “La borsa è nevrile (eccitabile) come un cavallo, basta un fruscio di foglie per provocare delle reazioni”. Nessuno lo contraddice. Su questo tutti concordano. A questo sono affidate le sorti dell’umanità, questo il mercato e le sue leggi.

Siamo un corpo acefalo governato dal panico. Gli umori del mercato guidano la politica. Chi più può influenzare il mercato più ha potere, più dei poteri nazionali, al di sopra della loro sovranità, potere per minacciare le democrazie e per impoverire intere nazioni.

È intollerabile! Occorre assolutamente reagire! In momenti di crisi occorre solidarietà. L’unica chance è l’istituzione prima possibile di un Governo Centrale Europeo che prenda le briglie del mercato. O così o il tunnel non vedrà la luce.




L’Ordine Nuovo

Chiesa Battista a Boston, Massachusetts USA

 La missione possibile affidata dal Presidente della Repubblica a Mario Monti è recuperare fiducia per ridare all’Italia la perduta credibilità.  Per fare ciò  il nuovo Presidente del Consiglio incaricato costituirà un governo di tecnici di comprovata competenza ed esperienza europea, al quale affidare il compito di varare le necessarie misure di risanamento finanziario e le riforme economiche per lo sviluppo.

Così come per liberarci dall’incubo berlusconiano abbiamo  avuto bisogno dell’intervento diretto dell’Europa, ora per  scongiurare il rischio del fallimento e ristabilire condizioni economiche positive abbiamo bisogno di personale esterno alla politica.

Le prime parole del nuovo premier mostrano consapevolezza della situazione.  Tuttavia, il vero problema non è  se e per quanto tempo il nuovo governo dei tecnici sarà in grado di  riacquistare la fiducia, bensì come tale fiducia potrà essere  rinnovata e mantenuta dal nuovo governo dei  politici che verrà, la IIIa Repubblica.

Possiamo immaginare, dopo la cura Monti dei prossimi mesi, un governo eletto nel 2013 composto da una combinazione di figure politiche, sia di maggioranza che di opposizione, quali quelle che oggi siedono al Parlamento?

L’ imbarazzo delle sinistre di fronte alle annunciate misure economiche e le rancorose esternazioni delle destre  dopo l’ inettitudine mostrata dal governo Berlusconi non fanno, per ora, presagire nulla di buono. Forse si dovrà sperare nel processo di “rottamazione” avviato da certe componenti della sinistra,  forse nella costituzione  del terzo polo come nuovo “centro” o forse in una riedizione del “berlusconismo” senza Berlusconi …

Penso, invece, che si dovrebbe considerare con attenzione l’ opportunità che  il nuovo governo  ci mostrerà, fungendo da nuovo attrattore per l’avvio di una politica di caratura internazionale, europea e mondiale.  In altre parole, si tratta di  vedere il “governo tecnico di Mario Monti” come una sperimentazione che ci permetta di individuare una nuova classe dirigente del Paese, composta da figure prestigiose sul piano tecnico e istituzionale, da affiancare a nuove figure politiche che siano selezionate sui nuovi criteri e valori.

 

 




La necessità e la virtù.

Mario Monti è la pillola amara che dovremo ingoiare per far passare la febbre.  È una persona per bene e questo ci conforta.
Rimane,  per sua stessa ammissione, che deve essere la politica a governare l’economia e non l’economia la politica.

Si ritiene quindi che il suo mandato alla carica di Presidente del Consiglio sia a termine. Il  fatto è che Monti è ora l’uomo giusto per risanare i conti pubblici e salvare l’Italia. La risposta dei mercati è decisamente positiva e in questo senso.

Non credo però, questione diversa, che Monti sia l’uomo giusto per salvare gli italiani. Il liberismo ha mostrato i suoi limiti e un nuovo Patto sociale si rende necessario per una nuova ridistribuzione della ricchezza che l’attuale sistema ha esasperato oltre ogni limite.
Una dominanza della politica sull’economia e dell’economia sulla finanza sono le condizioni necessarie per un nuovo assetto mondiale. Un riassetto mondiale dovrà necessariamente riconsiderare non solo le problematiche economiche ma soprattutto le problematiche sociali, un nuovo patto per la coesistenza.

A questo fine propongo alcune considerazioni di base per la formazione di una Carta Costituzionale valida per tutti gli Stati, che reciti:
-La cultura del popolo è fondamento per ogni democrazia. Prioritario dovere politico dei governi e di far crescere in civiltà la nazione.
-La civiltà di una nazione si misura dall’amore per il prossimo: dal rispetto dei cittadini nello Stato di diritto e dal rispetto degli uni nei confronti degli altri.
-A questo fine tutti i governi si devono impegnare affinché in ogni ambito educativo vi sia il massimo sforzo per migliorare lo spirito di ciascuno. Il fine è raggiungere lo status di cives, la piena coscienza politica del sociale.




Vox populi e vox Dei

Rattrista vedere l’Unione Europea che  esita  ad aiutare   con la finanza comune la Grecia  per evitarle il fallimento. E pensare che la Grecia, che oggi costiturebbe una minaccia alla stabilità  dell’Europa, con la sua filosofia fu la culla della civiltà occidentale.  Ma la rimozione delle  origini della nostra cultura operò già all’epoca della elaborazione di un Testo della Costituzione Europea, operazione fallita, tra altre criticità, anche per i problemi identitari (sic!) … causati dalla mancanza di riferimenti alle radici giudaico-cristiane della coscienza europea.

In questo quadro il Primo Ministro della Grecia ha proposto un referendum per rimettere al popolo  il giudizio finale sul piano di salvataggio stilato dalla UE e le misure di austerity ad esso collegato.

Si tratta di una concezione distorta della “democrazia”.  Concepire il “popolo” come variabile indipendente della politica è una concezione del potere demagogica ed economicistica, che segue cinicamente l’ambiguo principio di “dare al popolo ciò che il popolo vuole”, con ciò rivelando l’incapacità di riappropriarsi della propria missione originaria d’indirizzo e di gestione equa degli interessi dei cittadini, per il raggiungimento del bene comune.  La politica, in una società aperta,  è invece la “visione dell’interesse lontano” (R.von Jhering).




Voci dall’Universo e dalla Leopolda

“big-bang”,”big-bang” … Salve, sono Matteo Renzi, il rottamatore… Secondo l’interpretazione standard della cosmologia, con il Big Bang inizia  l’allontanamento  delle galassie le une dalle altre.  Alla base della teoria  vi è l’osservazione del fenomeno dello spostamento verso il rosso (redshift), associabile all’ascolto di un suono che  costituisce  il rumore di fondo dell’avvenuta singolarità.

Ora, Matteo Renzi, in quel della Leopolda, non sembra essersi spostato verso il rosso. Al contrario, il suo spostamento verso il blu  indicherebbe un Universo non in espansione, bensì in contrazione. Possiamo concludere quindi che non  abbia iniziato alcun big-bang.

Il fenomeno dunque non è fisico, ancor meno esso appare come politico, ma configurabile piuttosto come etologico: gruppi di animali che convivono e interagiscono, soprattutto se dello stesso sesso, trascorrono del tempo in lotte rituali che sfociano in una gerarchia regolata dalla prestanza e dalla salute fisica. Lo scontro di generazioni per  la conquista della posizione alfa nel branco.