Todos indignados

In una recente  puntata di “Otto e Mezzo” di La7  Lilli Gruber ha chiesto a Mario Monti la sua disponibilità a diventare Capo del Governo, ad occupare la poltrona di Berlusconi. Mario Monti ha glissato. Gli è stato chiesto inoltre quali siano i provvedimenti che sarebbe opportuno applicare (la ricetta) per uscire dalla crisi. Mario Monti ha risposto che, molto semplificando, bisognava intervenire sulle pensioni e su una maggiore tassazione sui redditi più alti. Allungare l’età pensionabile e non necessariamente una patrimoniale, aumentare le aliquote irpef. Ma che l’un provvedimento non si poteva prendere perché spiace all’elettorato di sinistra, l’altro perché non piace all’elettorato di destra e così il paese rimane fermo. Monti parlava inoltre di equità e di aiutare i giovani.

Ci sono osservazioni in merito:
-primo, colpire le fasce più deboli, la stragrande maggioranza, non è per equità la medesima cosa che colpire le fasce più forti, una netta minoranza;
-secondo, aumentare l’età pensionabile toglie posti di lavoro ai giovani e aumenta la disoccupazione;
-terzo, non si riesce a capire come diminuendo il potere di acquisto di un’intera popolazione si possa riavviare la crescita.

Assistiamo quotidianamente a programmi televisivi  i cui servizi ci mostrano i sempre più numerosi casi di persone che non riescono a far fronte ai debiti  e alla mancata richiesta di  mutui alle banche (23% in meno solo l’ultimo mese). Senza potere di acquisto garantito alle masse, diminuendo il volume del denaro in tasca alla gente, le merci andranno presto invendute e se le merci rimangono invendute, la produzione si arresta.  L’economia si avvita.

La Grecia non uscirà mai dalla crisi se non a carissimo prezzo, e tutto a spese della popolazione. Presto acquisteremo grazie a un basso costo del denaro prodotti dalla Grecia. Le merci greche invaderanno il mercato europeo grazie al loro basso costo tenuto basso dallo sfruttamento dei lavoratori greci. La Grecia diverrà per certo anche un paese di vacanze che grazie al turismo a basso costo cercherà di recuperare un po’ di valuta.

Così come ora il terzo mondo dove il costo del denaro, guarda caso, è il più basso possibile. Braccianti. Morale: avremo un paese che salverà la propria economia riducendo in miseria la sua popolazione.  La Spagna e noi a seguire?  Poi chi altro?

Tutto andrà indietro finché l’effetto domino non finirà per impoverire l’intera Europa, vedendo da ultimo un economia “risanata” e una società di schiavi . Rimanendo fermo che pochissimi, pochissimi  straricchi non subiranno in nulla la crisi.

Forse questo il progetto? Per  certo si tratta di paranoie di qualche radicale veterocomunista, ma altrettanto certamente qualche magnate della finanza tuttora nondichiaratofascista ci ha pensato e sta aiutando la crisi. Abbiamo liberalizzato i mercati. Monti si è detto favorevole (vedi libro di  Edoardo Nesi, Storia della mia gente Premio Strega). Il modello di sviluppo è forse quello cinese? Una “sana” economia in un paese di schiavi?  Caro Marchionne, “uomo più a sinistra di me” come il passato sindaco di Torino ha affermato. Ahi, serva Italia … un uomo di sinistra ancora non lo vedo.

Mi chiamo Cassandra e se non si invertirà la rotta il quadro fatto è inevitabile. Quello che ci si deve chiedere è solo quanto tempo e dove terminerà l’abisso. In Grecia trentamila licenziamenti e 60% di riduzione degli stipendi agli statali.  E noi …?  Noi tutti a sperare. A sperare di non finire come loro.

                                    Il pensiero debole

Mario monti è un economista e il convincimento di tutti è che essendo l’economia in crisi chi più di un economista, un eccellente economista, come anch’io Mario Monti ritengo che sia, possa guidare il paese fuori dalla crisi?  E la sorridente Lilli gli propone la leadership. Questo accade perché si ritiene che il problema sia economico e solo economico. Non è cosi.

Come si può osservare le compassate osservazioni di Monti colpiscono, secondo un suo personale senso di equità, sia i lavoratori che i capitalisti, la stragrande maggioranza e i pochissimi. La sinistra e la destra.

Pur avendo nella massima  considerazione la professionalità e la sicura buona fede di Monti, l’altezza morale della persona, mi sento comunque di dirgli: “lei è un economista ma non un politico e solo chi pensa alla politica come a una questione meramente economica può pensare a un economista che non sia un politico come alla persona che possa risolvere la crisi”.

Sul fatto che Monti sia meglio di Berlusconi non ho alcun dubbio, tra le due persone vi è un’abissale distanza, distanza anche morale. Ma appunto morale, un campo in cui la dignità della persona ha un peso specifico. Non giova ad uno statista un basso sentire, anche se questo incontra il consenso di tutti.

Tuttavia la statura morale non è tutto, una condizione necessaria ma non sufficiente (certo che se poi non c’è neppure quella …), ma la politica pretende scelte che esorbitano anche dal campo della dignità personale -pure dovuta- e dall’economia per entrare in quello della morale, della visione complessiva  che può essere solo quella del bene comune.

E una cosa è chiedere sacrifici economici alle persone, una cosa sacrificare le persone, togliere loro la dignità (Platone). Si può essere contro il consumismo, stringere la cinghia, ma non essere licenziati o vessati.

La seconda guerra mondiale è scoppiata non per ragioni economiche, ma perché è scomparsa dalla terra la compassione e con la compassione è morta la coesistenza.

Come si può sopportare di vedere gente senza lavoro e dirigenti che in dieci anni sono passati da 80 volte lo stipendio di un operaio a 356 volte? E sono solo dirigenti. Poi arrivano i banchieri, i manager, i broker, i calciatori, i portaborse, i faccendieri, i prosseneti .

Un lungo elenco quello dei figli della Notte. Siamo indignati, siamo tutti indignati. La vergogna è un sentimento per cui la nostra epoca verrà ricordata così,  come è stato detto dal professor Mancuso, un giovane teologo, ma vorrei aggiungere che non si tratta di moralismo ma di morale, una distinzione quella tra morale e moralismo, tra una virtù e la sua degenerazione, che dovrebbe a lui più che a tutti essere nota.

Siamo indignati, ma tutti ancora per motivi differenti. Gli indigandos non sono un soggetto politico così come ho visto loro rivolgersi da parte di tutti gli uomini di politica e di cultura prendendo le parti pro e contro un fantasma.

Il posto di lavoro deve essere garantito a tutti, a tutti quelli che vogliono lavorare. Nessuno è sacrificabile. O ci salviamo tutti o non si salva nessuno, un imperativo morale. Dobbiamo garantire a tutti il futuro. Ben venga sorella povertà, salveremo anche il pianeta, ma nessuno può essere sacrificato. Tantomeno per l’economia, per il mercato e le sue ipocrite leggi.

Se posso usare un paragone invito a pensare ad un aereo supersonico, uno di quei modelli da fantascienza, tanto complessi da richiedere un più che bravo ingegnere per il suo funzionamento.
Questo è l’economia e Monti può essere quell’ingegnere.

La domanda ora è se quell’ingegnere è in grado di pilotare quell’aereo. Potrebbe. Ma è chiaro che per fare il pilota occorrono altre doti. Se si potesse scegliere sarebbe sicuramente meglio scegliere tra gli ingegneri. Non è detto tuttavia che il miglior pilota sia un ingegnere. Ma anche avendo un buon pilota e un buon ingegnere il gioco non è finito.

Oltre ad un ottimo ingegnere e a un ottimo pilota ci vuole sempre qualcuno che dia la rotta e sappia dove dirigersi. Per capire gli obiettivi da raggiungere il pilota deve avere ordini e non dall’ingegnere. Gli obiettivi oggi sono o il bene comune o la sopravvivenza del capitalismo. Chiaramente senza un buon aereo e un buon pilota la navigazione potrebbe essere molto difficile ma anche con un buon pilota e un buon ingegnere la direzione può essere sbagliata e portare l’aereo a schiantarsi.

Il capitalismo ha mostrato i suoi limiti e un nuovo modello di sviluppo si impone. Una cultura liberista si è mostrata in passato vincente, e malgrado le contraddizioni, vincente per tutti, ma una finanza fuggita di mano sta mandando il pianeta alla catastrofe.
Non si tratta solo di interventi strutturali ma di cambiare direzione.

Anch’io ho la mia ricetta.
Non fare lavorare il denaro, chiudere con l’usura, aiutare l’economia, pubblica o privata che sia, mettendo la museruola e legando alla catena la finanza. Una finanza che per definizione è senza scrupoli e che nasconde l’avidità con le leggi dei mercati e i mercati non sono le imprese ma la borsa. Le imprese si preoccupino solo di produrre e di investire solo onestamente nella produzione. Bruciamo i prodotti finanziari. Libere imprese e finanza sorvegliato speciale.

A disonesti e speculatori bisogna fare i conti in tasca. Imprese e lavoratori uniti nella lotta. La finanza deve servire l’economia non l’economia la finanza (parole di Cristo). La corruzione, la disonestà, un facile guadagno sono nella testa di tutti e la Grecia è caduta per prima.

E con buona pace di tutti, sinistre e destre, al di là di ogni ideologia e appartenenza, l’economia di ogni stato è proporzione all’onestà dei suoi cittadini, tutti i suoi cittadini dai primi agli ultimi, trasversalmente. L’onestà è un fatto che pesa come una montagna sull’economia. Intelligenza versus furbizia. Di onestà non sento nessuno parlare, mentre molto, molto sarebbe ancora da dire.

L’unica soluzione reale della crisi è invertire la rotta, assicurare il futuro, battere moneta e pagare di più la gente. Dalla crisi del 1929 si cominciò ad uscire in realtà solo quando Ford cominciò a pagare di più i suoi operai.

Non stanno distruggendo solo l’economia, stanno distruggendo il Patto sociale, stanno distruggendo lo Stato sociale, stando distruggendo lo Stato di diritto. Sono liberisti, come possono essere “statisti”?  Se i liberisti vanno al potere toglieranno la spina e diranno che (lo Stato) non funziona.  Allo “straguadagno” va tolto l’extra.